Basket Spinea, a lezione di testa e di crescita: psicologia dello sport e prevenzione per i giovani atleti

Sabato 26 settembre, alla Palestra Pascoli, uno stage formativo aperto al pubblico con il medico e psicologo dello sport Silvio Coassin e il fisioterapista Nicola Pistolato
 
Come si gestisce la pressione prima di una gara?
E come si riconoscono i fastidi muscolari legati alla crescita prima che diventino un infortunio?

Su queste due domande Basket Spinea ASD ha costruito lo stage formativo "Psicologia dello Sport e Valutazione Fisioterapica". Si è svolto sabato 26 settembre alla Palestra Pascoli ed era aperto al pubblico. I presenti non erano molti ma hanno seguito con interesse. Atleti, genitori e coach sono intervenuti spesso con domande e riflessioni, e il pomeriggio è diventato un vero momento di confronto.

 
Ha aperto l'incontro il Dr. Silvio Coassin, medico con Master in Psicologia dello Sport e formazione in mental coaching. Nel basket è stato allenatore, direttore sportivo e medico sociale. Ha guidato l'U19 Eccellenza e ha fatto il vice allenatore in Serie B con Jesolo San Donà. Ha fondato il New Basket San Donà e l'ha portato fino alla Serie C Gold. Nel biennio 2024-2026 è stato direttore sportivo e medico sociale del BVO Caorle, che ha vinto la Serie C. Coassin è partito da una domanda semplice: quali abilità determinano la prestazione? Tecnica, tattica, fisico e testa. E l'ultima, ha spiegato, si allena come le altre.
 
Il relatore ha smontato alcuni luoghi comuni. La psicologia dello sport non è solo per chi "non è forte mentalmente", non riguarda soltanto i professionisti e non è una seduta di terapia. È un percorso pratico su concentrazione, emozioni e motivazione, utile a ogni età e livello. Per spiegarlo ha usato un esempio. Due giocatori hanno le stesse capacità tecniche, mancano 15 secondi e la squadra è sotto di due. Il primo pensa "non devo sbagliare". Il secondo pensa "leggo la situazione e scelgo la giocata che so fare". La preparazione è la stessa, ma il modo di stare dentro quel momento è molto diverso. L'obiettivo non è eliminare le emozioni, ma riconoscerle e gestirle perché non siano loro a guidare il comportamento.
 
Una parte importante dell'intervento ha riguardato l'errore. Quando un ragazzo lo vive come un giudizio su di sé ("non valgo abbastanza", "deludo gli altri"), l'errore porta vergogna, evitamento e ansia da fallimento. Nei casi peggiori porta all'abbandono dello sport. Da qui il richiamo agli adulti a bordo campo. Le prime parole in macchina dopo la partita pesano quanto un intero allenamento. Anche sguardi e silenzi comunicano aspettative. Sostenere l'impegno, e non solo il risultato, costruisce fiducia. Per Coassin la frase più efficace è anche la più semplice: "Mi piace guardarti giocare". Ai genitori ha lasciato una domanda su cui riflettere: tra vincere, migliorare, divertirsi, imparare, diventare autonomi e stare bene, che cosa vogliamo davvero per i nostri figli, e che cosa viene prima quando questi obiettivi entrano in conflitto?
 
Nella seconda parte è intervenuto il Dott. Nicola Pistolato, fisioterapista e laureato in Scienze Motorie. Fa parte del team di Mia Postura ed Equilibero, strutture riabilitative che seguono in modo specifico anche gli sportivi in età evolutiva. Si occupa in particolare di recupero funzionale e di Return to Sport, cioè della fase che riporta l'atleta dalla fine della riabilitazione agli allenamenti e alle gare. Il punto di partenza è che il giovane atleta non è un adulto in miniatura. Il basket è fatto di accelerazioni, arresti, salti, atterraggi e cambi di direzione. Durante la crescita queste richieste agiscono su un corpo che cambia in fretta: ossa, cartilagini di accrescimento, forza e coordinazione si sviluppano con tempi diversi.
 
Pistolato ha elencato i segnali da non sottovalutare:
 
- un dolore che torna sempre nello stesso punto;
- rigidità o zoppia;
- un calo di salto o di velocità;
- un recupero più lento tra un allenamento e l'altro;
- un gesto tecnico che cambia senza che il ragazzo se ne accorga.
 
"Passerà crescendo" non può essere l'unica risposta quando il dolore limita lo sport o si ripete. Una valutazione precoce permette di distinguere il sovraccarico da un problema legato alla crescita. Permette anche di modulare i carichi senza fermare per forza ogni attività e di ridurre il rischio di recidive. Anche il ritorno in campo dopo un infortunio va visto come una progressione, non come una data sul calendario. Il traguardo non è solo l'assenza di dolore, ma tornare a correre, saltare e competere in sicurezza.
 
Con questo stage Basket Spinea ASD conferma di voler seguire la crescita dei propri ragazzi anche fuori dal parquet. Al centro ci sono sia la testa sia il corpo, e le famiglie sono parte del percorso. La società ringrazia i relatori e tutti i partecipanti, e conta di proporre altri appuntamenti formativi nel corso della stagione.
 
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